Wolverine

Wolverine: i suoi 15 momenti più imbarazzanti

Nonostante i suoi inizi siano stati piuttosto umili, era un semplice antagonista fuori serie per Hulk, nel giro di 10 anni dalla sua prima apparizione, Wolverine era diventato uno dei personaggi più popolari della Marvel, specialmente in seguito al suo successo nella miniserie del 1982 di Chris Claremont, Frank Miller e Joe Rubinstein. Comunque, nessuno poteva immaginare quanto popolare sarebbe diventato nei decenni a venire, in seguito al boom spettacolare ed estremamente popolare della serie animata “X – Men”. Quando qualcuno è così famoso, di solito significa che ci saranno così tante comparse che alcune saranno destinate ad essere imbarazzanti. Sono delle probabilità. Quindi non starci male, Wolverine; si, negli anni hai avuto delle comparse imbarazzanti, ma ne hai anche fatte così tante, che il rapporto da imbarazzante a zero e sicuramente abbastanza alto! Stando a quanto detto, ecco alcune delle sue scene più sconcertanti.

  1. SUPER ANTIGIENICO

Inizi anni 90, uno degli extra più strani che la Marvel aveva pubblicato erano gli speciali annuali dei costumi da bagno. Questi numeri divennero subito popolari, con altre compagnie di fumetti che pubblicavano i loro propri speciali sui costumi da bagno (al CBR abbiamo anticipato il più strambo fumetto con lo speciale sui costumi da bagno). Questi speciali erano più dei pretesti per gli artisti per disegnare personaggi femminili poco vestiti, ma anche i personaggi maschili non erano da meno. Quella parte va bene per noi, certo, ma ciò che è bizzarro è quanto spesso in questi speciali sia rappresentato Wolverine che usa gli artigli per cucinare hot dog! In quegli anni era l’idea più quotata dagli artisti per i disegni.

Per esempio…

Qualcuno ha mai visto Wolverine pulirsi gli artigli (oltre nel trailer di “Logan”)? Infilza nemici tutto il tempo! Chissà che roba ha su uno di quei cosi? Non vorreste fargli preparare del cibo con quelli! “Ecco il tuo hot dog, Jubilee, con un po’di aggiunta di Epatite C!

  1. STRANI INSEGNANTI!

La squadra di supereroi composta da un gruppo di giovani fratelli e sorelle, conosciuta come Power Pack, debuttò nella sua serie del 1984, scritta da Louise Simonson e disegnata da June Brigman. Simonson era il vecchio editore degli “X – Men” e “New Mutants” e sostituito in seguito da Chris Claremont, fece in modo di far apparire più volte i ragazzi Power nel più famoso fumetto “Uncanny X – Men”. Il componente più giovane dei Power Pack, Katie Power, ebbe un incontro memorabile con Wolverine quando si imbatté in lui durante un’escursione di Natale mentre era perseguitato da Lady Deathstrike e i Reavers. Nel 2009, Marc Sumerak e Scott Koblish continuarono la serie dei “Power Pack”, miniserie che la Marvel faceva in quegli anni quando li vide far squadra con gli eroi più grandi della Marvel. In “Wolverine – Power Pack”, Sumerak pubblicò quattro numeri di queste squadre con accoppiamenti improbabili, con un inizio ridicolo, ovvero, quando Jack Power e Franklin Richards vanno in dietro nel tempo e diventano amici con un giovane James Howlett, e invece finiscono per insegnarli ad essere un eroe (visto che James era un po’ fifone).

  1. A CAVALCIONI

Quando Wolverine fu ucciso nell’appropriato titolo del 2014 “Death of Wolverine,” fu la conclusione di un lungo processo che si era protratto nel mezzo di due serie separate, scritte da Paul Cornell. Nel primo volume, rivelò che Wolverine aveva perso il suo potere di rigenerazione. Quindi, nel secondo volume, Wolverine senza potere doveva cercare di proteggersi meglio, quindi iniziò ad indossare un costume armato (tipo Capitan America in armatura quando il suo siero da super soldato lo trasformò nel 1994). Alla fine, il suo mancato potere di rigenerazione lo condusse alla morte. Prima di arrivare a quel punto, comunque, questo Wolverine fragile fu inserito nel fantastico crossover con la allora giovane Ms. Marvel in “Ms. Marvel” n.7, di G. Willow Wilson, Jacob Wyatt e Ian Herring. Entrambi gli eroi stavano investigando su alcuni cattivi nelle fogne del New Jersey e Wolverine alla fine ebbe bisogno di essere portato a cavalcioni dalla giovane eroina.

  1. L’ULTIMA FRONTIERA DELLA SCONFITTA

In una delle più oltraggiose unioni del 1990 (in senso buono), la Marvel fece buon uso della loro breve licenza della linea di libri di “Star Trek” facendo un crossover tra gli XMen e l’equipaggio della navicella Enterprise in “Star Trek/X Men” n.1 del 1996 (di Scott Lodell, Marc Silvestri e altri 17 artisti). Gli X-Men entrarono in questa dimensione attraverso un portale psionico e intrufolandosi nella Enterprise. Comunque, quando furono scoperti, Wolverine fu sorpreso di sapere che Mister Spock era ben più che un nemico formidabile nel crossover, dice, Lobo. Spock fece fuori Wolverine velocemente con una stretta vulcaniana. Dopo, quando gli X-Men e gli ufficiali di Starfleet si unirono per sconfiggere una minaccia in comune, tutti quelli del gruppo dovevano scaturire i loro poteri in un attacco finale. Questo è come aggiungere beffe a danno per Wolverine, perché mentre l’equipaggio della Enterprise ha dei phaser, Ciclope sprigiona raggi di energia dagli occhi, Tempesta ha i suoi fulmini e perfino Gambit ha le sue carte esplosive da lanciare, Wolverine ha solo i suoi artigli ossei, quindi può solo ringhiare da lontano al nemico non facendo niente di utile.

  1. CORRIERE ESPRESSO DIRETTO A BOSTON

Dopo aver riportato il Punitore sulla terra dopo un periodo sfortunato come angelo che lavorare per il Paradiso, la Marvel fece prendere in mano la serie “Welcome Back, Frank” a Garth Ennis per inserirla nella serie in corso del “Punitore”. Ennis accettò, ma verso la fine della serie, si notava che Ennis iniziava a stancarsi degli approcci comici al personaggio. Lanciò subito una versione MAX più seria del “Punitore”, fu un vero successo. Uno degli aspetti chiave del “Punitore” MAX di Ennis fu quella di non avere supereroi. E’ conosciuto come il non più grande fan dei supereroi. Comunque, nell’arco finale delle serie precedenti, mostrò tutta la sua frustrazione per i supereroi mostrando Wolverine, Spiderman e Daredevil che si unirono per cercare di sconfiggere il Punitore e fallire in maniera miserabile. Quando sembra che finalmente siano riusciti a fermarlo, scopriamo che il Punitore aveva rapito Bruce Banner, e scaglia Hulk contro di loro! Wolverine letteralmente viene scaraventato a Boston. Quando prende il treno per tornare alla lotta, accidentalmente prende quello per Philadelphia e si perde totalmente il resto della storia!

  1. FELICI E CONTENTI?

Dopo il suo successo con “Kindom Come” per DC Comics, dove con Mark Waid raccontarono una storia generica ambientata nel futuro con eroi e cattivi rivisitati, la rivista “Wizard” approcciò Ross e chiese se non gli dispiacesse arrivare ad un’idea basica per qualcosa di simile con la Marvel Comics. Così, Ross disegnò alcuni personaggi e scrisse degli appunti per l’idea. Era così noto che la Marvel alla fine aveva deciso di crearne una serie. Lo scrittore Jim Krueger e l’artista John Paul Leon adattarono le idee di Ross in “Earth X,” in 12 numeri di maxiserie (che in seguito fu seguita da “Universe X” e “Paradise X”). E’ noto che a Ross piacciano tutte le ere specifiche dei fumetti, specialmente quelli che leggeva da bambino. Non gli dispiace ciò che era uscito dopo, ma nemmeno vi ha una particolare affinità. Si nota nel modo in cui Wolverine fu mosso in “Earth X,” dato che è semplicemente un pantofolaio sposato con Jean Grey, che evita tutte le lotte nella serie (“Jean” dopo rivela anche di essere Madelyne Pryor).

  1. X, X, BABY

Dopo il suo debutto nella miniserie “Longshot” con la scrittrice Ann Nocenti che introdusse l’inter dimensionale nemico Mojo alla Marvel Universe. Mojo era ossessionato con lo spettacolo, e comandava nella sua dimensione come se fosse uno studio cinematografico; le fatiche e i lavori della popolazione erano le sue storie. Art Adams era in una fase interessante della sua carriera. Non era il tipo di ragazzo che poteva scrivere un libro mensile, ma era troppo bravo per la Marvel per non usarlo come potevano, quindi la loro soluzione fu quella di fargli scrivere un bel po’ di annuali e speciali per la Marvel con i loro personaggi più famosi, gli X-Men. In “X-Men Annual” n.10 (di Chris Claremont e Art Adams), gli X-Men entrarono in conflitto con Mojo e furono trasformati nella versione infantile di se stessi, definita gli X-Babies. I Nuovi Mutanti dovevano laurearsi per essere X-Men competenti per salvare i loro mentori. Dopo che gli X-Men tornarono normali, Mojo tornò con la versione clone degli X-Men per far continuare il franchising degli X-Babies. Non fu affatto il momento più glorioso per Wolverine.

  1. ISOLA DEI SOGNI

Nel 2010, Jason Aaron (fresco di una serie su Wolverine, “Wolverine: Weapon X”) lanciò una nuova serie “Wolverine” che iniziava con Wolverine stesso nelle mani di un nuovo gruppo di nemici noto come la Red Right Hand, che si scoprì un gruppo di persone che avevano perso i propri membri di famiglia a causa di Wolverine ad un certo punto nel passato. La loro trama consisteva nel mandare Wolverine negli inferi, lasciando che un demone si impossessasse del suo corpo per fargli fare cose orribili. Gli X-Men alla fine vennero coinvolti per riportare Wolverine impossessato alla normalità senza ucciderlo. Per riuscirci, Emma Frost doveva portare gli amici più stretti di Wolverine (Jubilee, Kitty Pride, Rogue e la fidanzata di allora, Melita Garner) nella sua mente cosicché potessero liberare la sua anima e fargli riprendere il controllo del corpo. Mentre erano lì, ottennero l’accesso ai segreti più oscuri di Wolverine, incluse le sue fantasie erotiche, che probabilmente non includeva l’adolescente Squirrel Girl. Imbarazzante!!

  1. DANNO ALLA BEFFA

Come notato prima, l’arco finale della prima serie “Il Punitore” di Garth Ennis, vedeva Wolverine unire le forze con Spiderman e Daredevil per sconfiggere il Punitore. La ragione per cui questi eroi erano coinvolti è perché avevano avuto una brutta esperienza col Punitore agli inizi delle storie di Ennis nel “Punitore”. Daredevil riuscito nelle serie Netflix, con il Punitore che lo forza a sparargli o lasciargli uccidere un nemico. Nel caso di Wolverine, lui e il Punitore stavano entrambi inseguendo gli stessi criminali quando il Punitore lo tolse di mezzo nel “Punitore” n.17 (in una storia disegnata da Darick Robertson), dove prima gli fece esplodere la faccia con un colpo di fucile, poi fece a brandelli i genitali con un altro colpo di fucile e poi ci passò sopra con un rullo compressore. Tutto mentre lo chiamava “Pine Marten” invece di Wolverine. Ecco perché Wolverine voleva vendicarsi!

  1. BEFFA AL DANNO

Dopo questa storia, i vecchi scrittori di “Wolverine”, Frank Tieri, naturalmente volevano una sorta di “vendetta” per Wolverine. Tieri stava giusto scrivendo una storia dove Wolverine era infiltrato nella mafia, quindi in “Wolverine” n.186 (disegno di Terry e Rachel Dodson), che era il piano iniziale per lo scontro del Punitore e Wolverine, dato che il Punitore non si fida del punto di vista di Wolverine. Wolverine fa un bel discorso al Punitore di come il mondo non sia tutto bianco e nero come Castle crede, Wolverine lo sta facendo perché la mafia non può essere completamente “punita,” ma può essere controllata. Questo succede quando lancia il Punitore a terra attraverso una finestra, tanto da stordirlo. Cosa buona e giusta e se questa era la risposta ad Ennis che con il Punitore aveva umiliato Wolverine, tanto di guadagnato. Ma no. Wolverine poi notò che c’erano un po’ di riviste con uomini muscolosi nella borsa del Punitore, così fece una battuta gay di come il Punitore frignava, “No, sono sospetti.” Fu un aspetto imbarazzante del personaggio di Wolverine.

  1. QUELLA BENDA SULL’OCCHIO

Quando i Fantastici 4 debuttarono, le loro identità erano note.  Comunque, Stan Lee voleva dare alla Torcia Umana le sue caratteristiche in “Strange Tales.” L’approccio che fecero Lee e il suo coautore, Larry Lieber (fratello più piccolo di Stan), fu quello di trasferire la Torcia Umana nelle periferie di Long Island e avere un’esperienza più tradizionale da supereroe, con tanto di identità segreta. Già si vede ciò che non va. Come può avere un’identità segreta se la sua identità era così famosa? Vi avevano sorvolato, fino a storia inoltrata, quando capì che la gente, in città, lo stavano assecondando pretendendo di non sapere chi fosse la Torcia Umana. Questa strategia fu usata anni dopo da Peter David quando sostituì Chris Claremont nel suo lavoro sulla serie di “Wolverine”. Quando Claremont lanciò il libro, Wolverine stava lavorando in Madripoor usando il nome di “Patch,” che altro non era che Wolverine con una benda sull’occhio; e ancora, tutti facevano finta di credere che fosse qualcun altro. In “Wolverine” n.15 (di David, John Buscema e Bill Sienkiewicz), Wolverine capì che tutti stavano fingendo di non sapere chi fosse perché non volevano essere infilzati. Si sentì abbastanza stupido.

  1. ANSIA DA SEPARAZIONE

Fu un grande colpo d stato per la Marvel che, mentre “Lost” stava avendo successo, ne assunse il cocreatore Damon Lindelof per scrivere una miniserie tra Ultimate Wolverine vs. Ultimate Hulk. Il problema fu che Lindelof fece il passo più lungo della gamba, e la serie, lanciata nel tardo 2005, non finì che agli inizi del 2009! Fu davvero un dispiacere per Wolverine, dato che passò tre anni ad essere spezzato in due! L’idea della serie (che era disegnata da Leinil Francis Yu) fu quella in cui Ultimate Nick Fury assegnava a Wolverine il compito di eliminare la minaccia di Hulk una volta per tutte, Hulk spezzò letteralmente Wilverine in due e buttò le parti in diverse zone di una montagna. Il torso di Wolverine strisciò l’intera montagna prima di ricongiungersi e tentare un’altra mossa contro Hulk.

3….QUELLO CHE FACCIO E’ BELLO

Nel terzo arco della storia in “Astonishing X-Men,” Joss Whedon e John Cassaday apparentemente riportarono insieme il Club Hellfire, includendo alla fine un componente, Testata Mutante Negasonica, che chiaramente morì nell’attacco della Sentinella a Genosha, durante l’inizio della serie “New X-Men” di Grant Morrison. Come si scoprì, erano tutte manifestazioni di Emma Frost, che era manipolata da Casandra Nova per liberare la sua mente, che Emma Frost intrappolò durante la serie di Morrison (ma ovviamente un po’ della mente di Nova entrò in quella di Emma). I vasti poteri telepatici di Emma, durate questo arco, furono usati dai suoi compagni degli X-Men, privando Ciclope dei suoi raggi ottici, facendo regredire Bestia, beh, in una Bestia e nel caso di Wolverine far retrocedere la sua mente al tempo in cui era un ragazzino agli inizi di “Wolverine: Origin.” Vedendolo darsela a gambe per una bestiale Bestia, fu un colpo per John Cassaday. Alla fine, Emma Frost riuscì a liberarsi dell’influenza di Nova (almeno così sembra).

  1. QUELLO CHE FA NON E’ BELLO…E’ PER VENDERE

Agli inizi del 1990, la Marvel, come compagnia, divenne di dominio pubblico. Aiutò molto, in parte, dirigere il boom di questi anni, dato che avevano sempre cercato di guadagnare di più per aiutare le quotazioni. Si dovevano creare rapporti annuali per gli azionisti, questo era il lato divertente nel vedere una compagnia di fumetti diventare di dominio pubblico, la Marvel non faceva eccezione. L’aspetto più divertente è probabilmente quello dell’edizione del 1994, che riportava all’anno fiscale del 1993 nel “Rapporto annuale della Marvel del 1993”, dove Iron Man, Spiderman e Wolverine (a quei tempi star dei cartoni animati della Marvel) si unirono ad altri eroi per fermare Arcade, che aveva portato gli eroi in un mondo virtuale dove potevano imparare tutto sugli affari della Marvel. I vari eroi dovevano descrivere diverse parti della compagnia, con forse il più imbarazzante Wolverine, di tutti i personaggi, che spiegava i benefici del patto che la Marvel fece con Gerber per vari prodotti per bambini. Alla fine, Arcade cercò di distruggere le informazioni perché la Marvel era troppo impressionante, ma fortunatamente Iron Man salvò tutti con la sua armatura e presentò l’accaduto come anno per il rapporto annuale.

1 . TI HO PRESO IL NASO!

Una delle cose più difficili cui Wolverine ha dovuto affrontare nel 1990 fu quando Magneto gli privò di tutto l’adamantio nel suo corpo. Wolverine scoprì di avere degli artigli ossei, invede di avere quelli in adamantio. Il suo potere rigenerativo era messo molto male, ma poco a poco, Logan scoprì che l’adamantio aveva decelerato la mutazione nel suo corpo. Senza l’adamantio, Wolverine iniziò a regredire in una sorta di creatura feroce. Dopo alcune pubblicazioni in cui lo si vedeva preoccupato, il processo accelerò quando rifiutò un’offerta da Apocalisse che gli offriva altro adamantio. Era così feroce che gli artisti iniziarono a disegnarlo come se nemmeno avesse un naso! Allora Elektra apparve e aiutò Wolverine a riabbracciare la sua umanità. Di seguito, la mutazione si estinse e tornò ad essere normale col suo naso, inspiegabilmente. Wolverine potrebbe aver avuto tanti altri imbarazzanti momenti nella sua vita (semmai torna), ma nessuno, forse, batte quello in cui lecca Ciclope ferito per farlo svegliare…

Davvero un comportamento strano.

 

Autore dell'articolo: Kitty-X

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